Gelsomino
Borotalco
Incenso
Temporale
Mare

Cinque profumi estivi da cui lasciarsi sedurre

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Tra i cinque sensi, l’olfatto è quello che crea le attrazioni più inconsce, affondando in un istinto  primordiale. Quando un odore ci seduce, ne seguiamo le tracce. Per sedurre, scegliamo profumi modulandoli al nostro umore e al momento, li indossiamo sul corpo come abiti che diventano emanazioni dell’anima sfuggite alla pelle in scie floreali e speziate; ce li portiamo addosso come un marchio invisibile per riconoscere i nostri simili. Come la seduzione, un profumo deve essere una miscela equilibrata di alcool, che provoca l’incendio dei sensi, e di essenze, che ci avvolgono e che una volta estinte le fiamme diventano eterne nella profondità della memoria. Così, ho pensato di proporvi cinque essenze che amo, cercando di evocare il profumo della seduzione che esercitano su di me.

 

Per sentire le note languide del gelsomino, mi basta immaginare un giardino d’Oriente, di notte, la luce lunare segna il sentiero fatto di piccoli sassi ovali, che si snoda sinuoso tra siepi e piante alte. Il bacino ondeggia voluttuoso in una quasi-corsa a piedi scalzi; una melodia mi tira per il naso, guidando i miei passi. Chiudo gli occhi e vedo le stelle, che hanno un profumo ipnotico, mentre affondo tra miliardi di minuscoli fiori bianchi. Così delicati, eppure così potenti. L’inspirazione è un abbraccio interno, l’espirazione un abbandono assoluto, in cui mi sciolgo per poi riprendere forma nel corpo originale della Femmina.

 

Ogni volta che uso il borotalco, attraverso una nuvola e intravedo una ragazza nel suo bagno, una me di un’epoca diversa, intenta a cospargere il corpo di una polvere sottile che sa di nuovo e pulito. Estratta dal tempo, la mia figura diventa sempre più nitida e il piumino saltella sulla gamba serica, al ritmo di un canticchiare d’usignolo. Tra voce e sospiri, galleggio in un lago color indaco e poi mi sollevo sull’acqua, il corpo leggero, la pelle confusa a un vento fresco, e mi perdo nell’aria, lasciandomi trasportare verso un mondo di romantico oblio e memorabilia.

 

Per evocare lo stordimento estatico che segue una notte di passione, accendo unincenso e la sua scia rovente mi trasporta in una camera piena di drappi, tappeti rossi e lanterne, nascosta al caos di un mercato. Mille braccialetti tintinnano come sonagli mentre mi muovo nella stanza, seguendo come in una danza quell’odore di incanto che si espande. Il fumo denso volteggia in spirali strette fuori dalla finestra, cercando l’uomo della notte nelle strade vicine, come se l’essenza sfuggisse non dal bastoncino, ma dal mio corpo, consumato dal fuoco. Il fumo sussurra il suo nome con un sortilegio, diffondendo la trappola dolce di un’ossessione in cui l’uomo cade, come in un sogno, assieme a me.

 

Se la libertà avesse un odore, per me avrebbe quello di un temporale. La mia evasione è osservare il cielo che scorre grigio di routine sopra la metropoli. Poi immagino che si blocchi, e che tutto quel grigio si accalchi in una massa plumbea. Io, sul bordo di un marciapiede e un uomo, fermo nello stesso punto dall’altro lato della strada. L’aria sembra polvere da sparo, la città percorsa da mille cavi elettrici in tensione. All’improvviso: un ruggito spegne tutti i motori, poi un lampo congiunge il cielo alla terra e i nostri sguardi e subito dopo la pioggia, a generare una folgorazione, in cui vediamo tutto quello che è o che sarà, tra di noi. Balliamo in mezzo alla strada, i vestiti scomposti e aderenti alla pelle, ubriacati da tutta quell’acqua, che scende dal cielo livido, lasciando scorrere via tutto il male, finché tutto non torna puro e leggero, assieme alla luce.

 

Da quando sono bambina, conservo una conchiglia in cui quando ne ho nostalgia posso ritrovare tutta la vita del mare. Bellezze fossili, statue di sale e sirene che brillano al sole. Se la tengo vicino, sento la pelle che tira e l’aprirsi dell’orizzonte, che mi accoglie con tutte le possibilità, le sfumature e le increspature. Grazie al suo odore, riesco a vedere tutti i miei amori estivi, quelli che ho consumato e quelli che hanno consumato me. Il marinaio in licenza di amare, il pirata che mi ha spogliata di tutto, il pescatore con la barba sfatta, che fuma con le gambe a penzoloni sopra il pelo dell’acqua, come se lì sotto non potesse essere davvero così profondo come dicono, ma molto di più.

 

E tu? Quali sono i profumi estivi a cui non sai resistere?

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